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giovedì 6 ottobre 2011

Lista di cose carine e che amo ma che rovinano la mia rude essenza texana

Odiare un sacco di cose è un'ottima ricetta per un'esistenza ricca e vitaminica. Lo dico un po' seriamente e un po' per scherzo. Tuttavia se avessi uno psichiatra mi direbbe non solo di vivere equilibratamente - cosa che mi sembra di fare anche se sono una specie di integralista morale - ma anche di esternare gioia, bon bon e foto di coniglietti.


Dunque eccoci. Una lista di cose che mi piacciono e a cui vorrei assomigliare ma che non dico pubblicamente per non sembrare una lagna. 

Bene. LISTA DI COSE CARINE E CHE AMO MA CHE ROVINANO LA MIA RUDE ESSENZA TEXANA.
E chissenefotte se è imbarazzante.







1. I colori neon
2. I coniglini
3. I peluches enormi






4. Gli oggetti di vetro colorato
5. Il latte caldo con il whiskey come me lo prepara la mamma
6. Gli uomini arroganti
7. Le ragazza grassocce e felici e bellissime [e io non faccio parte della categoria]
8. Abbracciare i cani un po' piccoli e un po' stupidi. Non piccolissimi e non idiotissimi, eh. 
9. Hundertwasser (che era anche un alieno hippy super-ecologista) 


10. Le donne con il seno piccolo
11. Le persone curate con un piccolo dettaglio sciatto
12. I Pesci Rossi di Matisse
13. Gli anelli d'argento, le pietre vulcaniche, gli orecchini a spirale
14. La musica lirica
15. L'insonnia
16. Le Storie della Buonanotte (libro illustrato di pregevole fattura) 
17. Le torte futuriste piene di orrendi coloranti
18. La cipria in polvere, i pennelli di qualità, i rossetti porpora
[Ok, non è porpora ma ho trovato solo questa foto]
19. Quando mi hanno detto - e quando io stessa ho capito - che per avermi accanto bisogna avere alti standard di coerenza e responsabilità, apprenderli o perdermi
20. Piangere disperatamente di fronte alla finale ingiusta di Project Runway 5
21. Piangere disperatamente ascoltando Rocket man, Casta Diva o L.
22. Morire di paura dopo aver letto di omicidi orribili e raggomitolarmi in una coperta di pelliccia
23. Quando mi dicono che sono una stronza, il miglior complimento al mondo
24. Quando mi dicono che sono una stronza e io covo dentro di me il segreto piacere e dolore di essere anche un morbido e roseo porcellino
25. Quando vengo ascoltata, amata e abbracciata.

venerdì 27 maggio 2011

Poemetto in terza rima. Canigola era un cane molto ribelle.

Canigola piangeva fra i narcisi
mordendosi le bianche zampe fiere
non consolandosi di ottusi sorrisi
e di umane tenerezze passeggere.
Canigola era un cane già ribelle
quand'era afflitto da umiliazioni mere:
correre al richiamo appresso all'osso,
e per peloso amore era frainteso
sdegno e irato rodere del morso.
Ideava operette di eguaglianza e teso
pareva a un tratto al nobil fine:
mollezza di cravatta e non di collar peso.
Così è da intender la terza rima infine
fra la paronomasia e il poliptoto:
che l'alma sdegnosa è vera e fine
se al mirar le stelle incalza il moto.


Morale: i bravi cagnolini spesso pensano all'affermazione personale, all'ambizione e all'orgoglio, e mordono gli ossi di plastica lavorando di cesello sulle loro marcate attitudini manageriali. 
I bravi cagnolini vanno in paradiso, ma non prima di averci maledetti.

domenica 17 aprile 2011

Salvador Dalì, io ti amo.

ROMA: – Nel giardino della principessa Pallavicini illuminato da fiaccole, tra la sorpresa generale, Dalì depone un uovo cubico coperto dalle iscrizioni magiche di Raimondo Lullo e tiene un entusiasmante discorso in latino.


PARIGI: – Sul Montmartre, davanti al Moulin de la Galette, Dalì illustra il suo Don Quichote sparando colpi di balestra sulla pietra litografica. Dichiara: "I mulini macinano farina – io invece con la farina macinerò mulini". Modella due corni di rinoceronte con farina e pane ammollato in inchiostro litografico, li scaraventa con tutta la sua forza e realizza quanto aveva annunciato.


NEW YORK: – Indossando una tuta d'astronauta d'oro, Dalì depone a New York il famoso "ovocipede" da lui inventato: una sfera trasparente, il nuovo mezzo di trasporto basato sulle immagini fantastiche nate nei paradisi intrauterini.


MADRID: – Dalì tiene un discorso durante il quale invita Picasso a ritornare in Spagna. Comincia esclamando: "Picasso è spagnolo – anch'io! Picasso è un genio – anch'io! Picasso è comunista – nemmeno io!".


PARIGI: – Alla Sorbonne Dalì tiene una conferenza sulla "Merlettaia" di Vermeer e il rinoceronte. Giunge a bordo di una Rolls-Royce carica di migliaia di cavolfiori bianchi.



Questi sono solo alcuni degli articoli che Dalì riuscì a far pubblicare sui giornali, attraverso le telescriventi di tutto il mondo. «C'è un'unica differenza fra me e un pazzo: che io non sono pazzo», dicevi. Mio adorato, unico, indimenticato eroe, per costruire quella tua aura esagerata da genio visionario, dipingere quadri divini è stata davvero la cosa meno rilevante.






lunedì 21 febbraio 2011

La Pera Non Entra Nel Cestino: Farneticazioni sulla Sproporzione

 La Camera d'Ascolto - Magritte
 La Gigantessa - Magritte




Cosa mi piace? La sproporzione. Cosa è affascinante? La sproporzione.
La sproporzione fra le parti di un insieme è una spinta violenta all’equilibrio, è uno stupro ai danni dell'armonia complessiva. Si veda La Gigantessa, con le fattezze note della moglie di Magritte, che riempie la stanza troneggiando, nuda come la Veritas, e schiaccia l'uomo, vestito, di spalle, minuscolo. Si vede nitidamente che la stanza, il mondo, è costruito a misura di Gigante. 
Nella mia cultura personale, Magritte vince la gara della sproporzione. Ingaggia lotte smisurate fra gli elementi, non solo facendoli interagire stranamente (vetri che infrangendosi spezzano anche l'immagine dietro di essi, cielo in bottiglia, specchi che riflettono il rovescio dell'oggetto), ma anche esasperandone la dimensione o strizzandola, riducendola. 
La mia prima composizione ragionata, scelta, voluta, si chiamava La Pera Non Entra Nel Cestino, e fu il mio primo schizzo non casuale. La pera troppo grande per entrare nel cestino da pic-nic era il mio grido contro i pezzi del mosaico che non si incastrano, contro gli eventi al di là di ogni previsione, quelle circostanze esagerate e odiose che sconvolgono i piani. Questo probabilmente è anche il senso delle opere di Magritte: rose e mele che da sole riempiono una stanza dove non passerebbe un filo d'aria, e che eppure è chiamata la Camera dell'Ascolto. 

Ma cosa c'è da ascoltare? 

Gli opposti, i contrari, il bianco che brilla presso il nero e il nero che ha senso di rabbuiare solo presso il bianco, il sorriso dello Stregatto che svanisce e riappare, Veneri enormi e ridenti, conigli bianchi che appaiono dal nulla. Ed è un grande piacere incontrare l'inaspettato, infine, almeno finché abbiamo l'ironia sufficiente per non esserne schiacciati. 




 Sposi sul Gallo Rosso - Chagall


Venere di Urbino - Tiziano 
&
La Lettera - Botero

giovedì 17 febbraio 2011

Second of art




Inghilterra Elisabettiana che, proprio come la fenice rappresentata, risorge.
Un mito, quello che diede origine alla guerra di troia, rivalutato.
Tre dee sconfitte, umiliate, piegate alla volontà d'una regina che, con sguardo sufficiente, custodisce la bolla regale, allegoria d'un pomo dorato che fu causa di guerre e dolori.
Un bimbo, nudo, alato, garante d'una sanguinosa invulnerabilità alle insidiose passioni.
In cima ai gradini LA donna, superiore alle divine competitrici, che plasmò le sorti d'una storia illustre.

H.E., Elizabeth I and the three Goddesses (1569 )

domenica 31 gennaio 2010

dreams in fashion





Arte,
Moda,
Moda o Arte?
E' questo il dilemma?
Non c'è nessun dilemma, spesso le passerelle ci lasciano le emozioni che ci puo' lasciare un quadro d'autore.E sicuramente, gusti e non gusti, la Valentino ss2010 couture ce ne ha date.
Una dimensione onirica in cui si muovono creature leggerissime come i pensieri, colorate come l'anima, silenziose e rapide come il vento.

Shhh, silenzio: potreste svegliarvi!








p.s.: chiedo scusa per la mia lunga assenza, dovuta a disordine mentale.

mercoledì 20 gennaio 2010

a second of art #7

Juan Gris,

"Le persiane",

1914

"Sei perduto nel momento esatto in cui capisci quale sarà il risultato finale".

Juan Gris

sabato 9 gennaio 2010

A SECOND OF ART #6

Aurora,

Salvador Dalì

Dire "Geniale" mi sembra quasi riduttivo.

Se devo prendere un messaggio da quest'opera, e lo prendo in modo del tutto soggettivo e personale, senza aver letto saggi e quindi anche, se vogliamo, da grande ignorante, io vedo la forza della vita, la vita che nasce, la vita che dà speranza.



domenica 3 gennaio 2010

a second of art #5

Piet Mondrian
L'albero rosso

Un albero incantato?
Un cupo presagio?
Un ultimo stralcio di realismo in uno dei piu' grandi astrattisti?

La Bellezza

Anche quando non si tratta di autoritratti espliciti, gli artisti tendono a riprodurre sè stessi. Mi vengono in mente celebri esempi come il Bacco di Caravaggio, il David di Bernini, e gran parte delle figure maschili di Botticelli. Naturalmente è solo una mia impressione, ma siamo attratti dalla bellezza nella misura in cui essa ci appartiene. Non è una volgare autocelebrazione (infatti di per sè essa ci disgusta) bensì è una sorta di istinto di sopravvivenza, di elezione inconsapevole; anche quando non diremmo mai di essere belli e desiderabili e fascinosi, siamo attirati da ciò che ci somiglia, anche se è una vaga copia di noi stessi (e amplificata).

Cos'è per me la bellezza femminile?

E' Eva di Klimt, e sicuramente mi somiglia, per quanto io sia sicuramente meno bella e eterea e raffinata. Anche nel massimo disprezzo di sè, ognuno tiferà per la sua razza, e questa è una grande scoperta, che non dimostra che le persone di cui abbiamo scelto di circondarci ci somiglino oggettivamente, nè che siamo tutti dei bastardi vanitosi, ma che per la nostra sussistenza siamo stati programmati per piacerci, e questo è un traguardo geniale e confortante.

lunedì 28 dicembre 2009

a second of art # 3

La cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre

Masaccio

Piu' di 450 anni prima de "Il grido" di Munch: l'urlo, la disperazione, il dolore.

Figure non troppo definite, quasi evanescenti; un volto, Eva, in scioglimento.

Tappiamoci le orecchie.

domenica 20 dicembre 2009

a second of art # 2, LES DEMOISELLES D'AVIGNON, PABLO PICASSO




Les demoiselles d'Avignon

Pablo Picasso
1907: un anno, una nuova epoca.
In una sola parola: avanguardia.
Miscela di eclettismo, novità, ricerca psicologica, carnalità e... stupendo.





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domenica 13 dicembre 2009

a second of art #1 : Notte stellata, Van Gogh.

Notte stellata

Van Gogh

E' tutt'altro, a mio avviso, che una di quelle notti stellate che immaginiamo, tranquille, limpide, SERENE. No, è una notte senza pace, da quel senso di colpa, da quella spirale e quindi, da quell'evoluzione, ancora incopiuta, UN TORMENTO.

giovedì 10 dicembre 2009

Le_Robert , one day in Brera.

Come già sapete, ieri mi sono recato a Milano per visitare la Pinacoteca di Brera.
Logicamente non vi schiafferò un post che parli di tutta la Pinacoteca, ma qualche considerazione mi va di esporvela.
Intanto penso che la Pinacoteca abbia dei capolavori eccezionali sui quali nessuno può discutere. E mi riferisco a "lo sposalizio della vergine" di Raffaello (foto), "la cena in Emmaus" di Caravaggio (foto), "la pala di Brera" di Piero della Francesca, "il ritrovamento del corpo di S.Marco" del Tintoretto, il (troppo) famoso e pseudoramantico "bacio" di Hayez ( a mio parere di gran lunga superiore "La Malinconia"), "il quarto stato" di Pelliza da Volpedo" ed altri...
Ma parlando dei quadri, mi dispiace il fatto che di molti altri autori, per nulla minori, siano riportate una o due opere per nulla esplicative del loro operato. E mi riferisco a Tiepolo, Canaletto e molti altri, ma soprattutto ai pittori moderni. Infatti, se la collezione di macchiaioli non è male, Futuristi (Boccioni), Metafisici (De Chirico, Carrà) ed altri esponenti del 900 ( Modigliani, Basaldella, PICASSO) sono confinati in un sottilissimo tunnel e rappresentati da opere che potrebbero tranquillamente trovarsi in collezioni di privati. Di Modigliani due "ritrattini" (di cui uno in foto) e un toro di Picasso (il cui nome basta per provocarmi lo svenimento).
Insomma, la pinacoteca compie 200 anni, E LI DIMOSTRA TUTTI! Mettiamoci un po' al passo coi tempi, e soprattutto cambiamo disposizione delle opere e delle luci che uccidono capolavori inestimabili! Per non parlare dei quadri che la Pinacoteca ha, ma non ha lo spazio per esporre! Insomma qui urge una soluzione: un'istituzione artistica di questa importanza deve
assolutamente tenersi viva e al passo coi tempi.
Al di là di questa mia critica, ho apprezzato molto la mostra su Crivelli, artista poco valorizzato, abilissimo nella realizzazione dei tessuti, cangianti, ora leggeri ora pesanti, sinuosi, decorati, protagonisti di pale su sfondi dorati. Magnifica la resa degli spessori.
Interessante è l'accostamente delle opere del Crivelli a rinvenimenti di tessuti dell'epoca che ci permettono di confrontare tappeti e vesti nelle opere con gli originali!

In conclusione: una bella visita, una pinacoteca eccezionale per le sue opere eccezionali, meno eccezionale per l'organizzazione e soprattutto la disposizione di capolavori pittorici incredibili ( "la cena in Emmaus " di Caravaggio è confinata in uno spazio di 2 metri per 3!).










p.s.: a titolo informativo dei miei lettori: L'Accademia di Brera è alla posizione muero quattro dei possibili istituti che potranno essere scelti da Le_Robert! (ahah)


Ed ora vi allego due foto scattate con il cellulare alla Milano natalizia. Viva, gente ovunque, mercatini e, di fronte al Duomo, un albero di Natale gigantesco! Ma cosa mi ha colpito di piu'? Vedete quei cubi azzurri sotto l'albero?
Sono maxipacchi regalo di Tiffany!!




domenica 22 novembre 2009

Santa Giulia ci riprova: l'ennesimo successo?

Il museo di Santa Giulia a Brescia ci offre l'ennesima mostra imperdibile.

Dopo la quella sull'America, l'anno scorso e, prima, mostre importanti a livello internazionale come "Gauguin e Van Gogh: l'avventura del colore nuovo" o ancora "Turner e gli impressionisti", quest'anno ci ritroveremo catapultati in tutt'altro mondo: quello degli Incas.

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"Inca: origine e misteri delle civiltà dell'oro" illustrerà i caratteri dell'arte delle civiltà precolombiane con piu' di 270 reperti. Dal mio punto di vista potrebbe essere estremamente importante, la mostra affronta appunto un argomento, quello dell'arte delle civiltà precolombiane, che di rado viene trattato in Italia. Argomento estremamente affascinante, come affascinanti sono queste civiltà, la cui figura tutt'oggi è abissata nel mistero.
La mostra è a cura di Paloma Carcedo de Mufarech, in collaborazione con Antonio Aimi e Giuseppe Orefici, e il lasso di tempo per poterla visitare è abbastanza ampio: dal 4 Dicembre 2009 al 27 Giugno 2010.
Si parla inoltre della realizzazione di laboratori, penso didattici, che faranno da corredo alla mostra.
Inoltre è stata creata una singolare iniziativa: tutti coloro che prenoteranno il loro ingresso entro il 31\10\09 potranno partecipare all'estrazione per un viaggio in Perù! Quindi affrettatevi!

Se non potrete andare a Brescia, perchè troppo lontana, o perchè troppo boh, non preoccupatevi! Le_Robert andrà a visitare la mostra personalmente per Voi e subito ve ne parlerà! Dove?

ma naturalmente su...