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giovedì 4 febbraio 2010

Hope there's someone- Anthony and the johnson

Dire che questa canzone è stupenda, beh, non mi sembra serva. La trovo cosi' intensa, carica ma con un qualche cosa di soave e pesantemente leggero.

Non mi commuovo mai ( ci sono andato vicino solo con Seta, il film tratto dal romanzo di baricco) , ma questa canzone un leggero luccichio all'occhio me lo fa venire...

Questo è il testo:

Hope there's someone
Who'll take care of me
When I die, will I go

Hope there's someone
Who'll set my heart free
Nice to hold when I'm tired

There's a ghost on the horizon
When I go to bed
How can I fall asleep at night
How will I rest my head

Oh I'm scared of the middle place
Between light and nowhere
I don't want to be the one
Left in there, left in there

There's a man on the horizon
Wish that I'd go to bed
If I fall to his feet tonight
Will allow rest my head

So here's hoping I will not drown
Or paralyze in light
And godsend I don't want to go
To the seal's watershed

Hope there's someone
Who'll take care of me
When I die, Will I go

Hope there's someone
Who'll set my heart free
Nice to hold when I'm tired

_________

("Every emotion in the planet is in that gorgeous voice" - "Ogni emozione nel pianeta è in quella voce meravigliosa, Diamanda Galas),

sabato 28 novembre 2009

Spirale-elarips-spirale-elaripS

Io adoro i Beatles, è un dato di fatto, e li adoro per mille motivi fra cui il fatto che sono cambiati (infatti diffido molto di chi non cambia mai). 
Ascoltate il White Album e meravigliatevi! Potrei scrivere mille esempi e sfaccettature e diecimila motivi per dimostrare il loro moto variegato e armonico attraverso il tempo, un cambiamento leggero e costante appoggiato sulla loro musica raffinata ma popolare come una seconda pelle. Ma invece dirò solo: HELTER SKELTER. 


Cos'è un helter skelter, direte. Ebbene è un turbine, arricciolato come le strisce di zucchero di un leccalecca, come la coda di uno shiba inu, è un moto tortuoso, non nauseato ma pieno d'estasi. Letteralmente è uno scivolo a spirale, e il suo segreto - che sembra una banalità - è proprio il fatto che a un tratto, dopo l'ultima curva a gomito, si rimettono i piedi a terra, è il fatto che volontariamente vi si scende e risale. Una sorta di ossessione alcoolica, ma non è mai passiva: chi non si è mai lanciato in un helter skelter e non si è fermato solo allo stremo? E' una lucida pazzia, geniale, intirrizzente! E' Coleridge Wordsworth e Dorothy allo stesso tempo mentre roteano in giro e strappano erba urlando.


Che la discesa sia indotta da un amante crudele che ha potere di vita e morte su di noi (cosa di cui Patty Pravo si lamentava senza ironia), o che sia un istinto primordiale ad appassionarsi strenuamente, che sia una scelta di vita, l'helter skelter è un orgasmo sensoriale e extrasensoriale che coinvolge ogni nervo e spesso termina con una grande esplosione semi-mortale, ma forse è per questo che è tanto amato.


Da ascoltare qui con splendide immagini da 2001 Odissea nello Spazio dell'insuperato Kubrick. Concorso di insuperabili!