Ho iniziato a scrivere un paio di mesi fa, e ora sono arenata. La storia è stupida e semplice, e nello stile cerco di essere sempre più sterile. Due cose scorrevano parallele: la vera storia (titolo provvisorio: Pomeriggio così strano - e senza sesso) e una cascata di appunti sulla vita che si muoveva insieme alla scrittura (Sbarazzarsi di te). Molte cose strane sono accadute.
Innanzitutto non è stato semplice perché non ho prodotto niente di buona qualità. Più riguardo indietro più me ne accorgo, specie il Capitolo V. Quel fottuto capitolo è una voragine.
E poi è sorto il primo problema: appena smetti di scrivere per te stessa - e te sola - una massa di aspettative ti crolla addosso. E ti picchia sulla fronte mentre bevi un caffè, mentre strappi striscioline di carta, mentre versi l'ammorbidente, mentre parli con il tuo allibratore. Disgustoso.
Poi c'è stato anche dell'altro: il processo della creazione.
Ho ascoltato ore intere di musica che non capivo fino in fondo, trastullandomi nell'idea che una certa cantante snob fosse in realtà una vera bellezza del Sud. Ed è chiaro che non ho idea di cosa sia una vera bellezza del Sud. Chiudevo gli occhi e mi dicevo: dov'è ora la mia protagonista, la soffice, stupida Iris? E vedevo una sala male illuminata, e in fondo a due pareti convergenti una tenda rossa. E scrivevo. E piano piano avveniva tutto anche fuori dal mio Falso Universo. Il mio Falso Universo è geograficamente impreciso - anzi lacunoso.
Non ho inventato nulla perché non ho descritto nulla, questa è una delle chiavi dominanti.
Inoltre ho inviato dei messaggi nello spazio. Il vuoto cosmico mi ha provocato un leggero imbarazzo e grande rotazione di bulbi oculari.
"Sto scrivendo un romanzo grandioso, sai? Lo dico con occhio scientifico, credimi".
"Sì?".
Nient'altro.
E come si incastra la mia esistenza comune con ciò che sto raccontando? Qui abbiamo un serio problema. Non può esistere una storia senza di me. Non può esistere nemmeno la più squallida della similitudini senza che una parta schizoide di me risieda in pianta stabile nei corridoi che loro calpestano, nelle lavastoviglie che riempiono, nelle tasche in cui frugano, nel sapone liquido che si rovesciano addosso.
Dov'è il senso vero di questa doppia alienazione? Che cosa significa Iris che cammina e che dorme e che spende e che taglia il nastro adesivo mentre qui, quaggiù, uno straniero mi lecca le guance, o qualcuno mi porge un sacchetto di plastica? C'è un contatto sempre pieno di scintille fra lei e me - fra i miei eventi e i suoi. Tutto questo tende a spossarmi.
E poi c'è il fatto che non ho più nulla da aggiungere. Sono incastrata a metà, sapendo cosa dovrei scrivere e non scrivendolo. Ho esaminato i dettagli con il meglio della mia paranoia e ho anche consultato le guide turistiche per conoscere quali fiori crescano nel loro giardino e quali no. E non riesco più a scrivere perché è cambiata la mia visione cosmologica. Perché niente in me si strazia nell'attesa di costruire e smontare e progredire. Perché non sono più innamorata di K, e questo cambia tutto.
lunedì 4 giugno 2012
Cronaca realistica - Fino ad oggi
Pubblicato da Francesca 4 commenti
Etichette: Espressione di Intenti, Uomini che mi spezzeranno il cuore, Visioni di una Notte in Fiamme
martedì 14 giugno 2011
Estate 2011 - Breviario a mio completo uso e consumo
Ho sentito dire le cose bisogna metterle per iscritto; ho sentito dire che i post-it dei sognatori finiscono sempre nell'archivio "Traguardi raggiunti". Da una vita faccio liste e non sono ancora stanca.
Esattamente così sarà la mia estate, perché lo desidero e perché la mia volontà è inossidabile.
Nota: declino ogni responsabilità in merito all'abuso consapevole della lettera S (che dà assuefazione).
Scapigliatura.Ci ho pensato a lungo e non mi è venuto in mente neanche un motivo per cui dovrei pettinarmi. Prima di uscire mi passerò a lungo le mani fra la chioma e migliorerò l'effetto con una passata di phon (ma anche quando resto in casa, solo per appagare la mia vanità). Se avrò tempo scriverò un po' di poesia cimiteriale.
Sesso, graffi e labbra rosse.Quest'estate il sesso è blu e io sono una da graffi sulla schiena.
Un giorno o l'altro scriverò il mio romanzo erotico.
Interruttori.Questa parola apre ancora oggi una questione controversa: se l'interruttore è un oggetto nato per erogare e per terminare l'erogazione, perché una mente pessimista a suo tempo gli ha trovato un nome mettendo l'accento sull'interruzione? Per me gli interruttori sono oggetti da accendere per ottenere un fuoco d'artificio, e c'è un interruttore nella mia testa e se lo schiaccio sento una corrente elettrica per tutto il corpo. O almeno, così mi hanno detto e voglio provare.
E poi ce n'è uno in Viale della Repubblica che non so a cosa sia collegato e mi hanno detto anche che la curiosità è il motore del mondo.
Tender is the night.Secondo me la notte è tenera perché se la mordi i tuoi denti affondano e lei geme di piacere. Combatterò in nome del nero e del verde, in nome dei pistacchi, degli scarabei, dei liquori alla menta, delle rondini e in hoc signo vincam.
I know every kind of love but true love.In cuor mio sono un'attrice del cinema muto anni '40. Come tale mi piace mentire, inventare, indossare certi sguardi artici, tirare zampate con ottima mira e tutto il resto. Mi piace mettere alla prova chi mi sta di fronte: l'intelligenza si prova sotto pressione.
Cosa tatuarsi sul petto al posto di un dragone:
A volte è più difficile privarsi di un dolore che di un piacere.
Pubblicato da Francesca 4 commenti
Etichette: Erotico, Espressione di Intenti, frasi a cazzo, inconclusi pensieri inconcludenti, inutile nonsense
venerdì 4 febbraio 2011
L'ARBITER RESISTE.
L'Arbiter resiste, lo dico con la serietà di un annuncio internazionale a reti unificate. Ma considerando che qui non abbiamo nè 25 lettori, nè la falsa modestia di Manzoni, sono quasi certa che questo messaggio non passerà alla storia.
Pubblicato da Francesca 0 commenti
Etichette: Espressione di Intenti, Premesse, sfoghi editoriali